lunedì 12 marzo 2018

Scherza coi fanti

Dal 22 gennaio, e per una settimana, ho disegnato un Santo martire/sofferente/stortignaccolo, miracolante/mistico/eremita al giorno per il calendario illustrato di Napoli MONiTOR, e ringrazio di cuore Diego Miedo per l'invito e per la pazienza. In ordine di festeggiamento crescente, il pluri-massacrato San Vincenzo di Saragozza, che incurante della frusta e della brace voleva soffrire sempre di più:



23 gennaio, la coraggiosa lapidata Sant'Emerenziana, seguace di Sant'Agnese e patrona del mal di panza. Gesù aveva detto "Chi è senza peccato scagli la prima pietra", ma ci voleva d'accompagno un disclaimer: do not try this at home, specialmente a quei tempi in cui lo sciovinismo era di casa in ogni famiglia. Secondo il martirologio, però, Emerenziana trovò poi comunque il tempo di battezzare col sangue i suoi assassini, ispirando le future gesta di GG Allin.


24 gennaio: il mucrosordo ma dotto San Francesco di Sales, alla cui incoercibile scelta di NON fare l'avvocato si deve il religioso ordine dei salesiani.


«Saulo, perchè mi perseguiti?».

Con queste parole il Signore fulminò San Paolo - il santo del 25 gennaio - rendendolo temporaneamente cecato e facendogli capire che o si convertiva o erano cazzi Fernet, e lo avrebbe trovato fin dentro il lettuccio o sulla via di Damasco.


26 gennaio, due al prezzo di uno: Timoteo e Tito, discepoli di San Paolo di cui si parlava poc'anzi.
 Accertato che erano due birichini, era lecito averli nella paranza della Santa Chiesa?


27 gennaio: la vergine di ferro Sant'Angela Merici, che non esitò a carusarsi e sfigurarsi il volto affinché i peccatori non la classificassero giammai come papabile.


Dulcis in fundo, 28 gennaio: il dotto ciociaro San Tommaso d'Aquino, frate domenicano di grande mole e spessore, doctor angelicus che se non sapevate la lezione vi staccava 'na mano.

Il calendario, naturalmente, continua giorno per giorno per tutto l'anno in corso con nuovi, mirabolanti e assortiti autori. Avanti Savoja!

sabato 3 marzo 2018

Johnny Rotten/Maurizio Gamba

Si lavora lentamente, ma inesorabilmente, perché tutti i punk settantasette operativi originariamente sul suolo italico abbiano un originalissimo Lucciola.

Nella foto numero due, il mio amico Maurizio Gamba (Ulster '77, Nightseekers) con un Johnny Rotten bevente Stout sfornato per il suo sessantesimo genetliaco.
Nella foto numero tre, il nostro ha prontamente incorniciato tra biglietti di concerti dei Sex Pistols e foto autografate dal vero Lydon, il che è la nostra soddisfazione e il nostro miglior premio. Now I got a reason.



giovedì 1 marzo 2018

Another steamboat full of rockers

"She asked me why the singer's name was Alice
I said listen baby you really wouldn't understand".

Il capolavoro assoluto e indiscutibile di Alice Cooper, "Killer", ha una copertina di un rosso così che contiene il primo di una serie interminabile di crotali e serpenti destinati ad apparire sui suoi dischi e a sibilare sistematicamente in carne e ossa - portati a spasso a mo' di collana - nei con...certi live. Più o meno dello stesso periodo (primissimi 70's) è lo scatto utilizzato per questo Santissimo, che va finalmente a Myrko Iovino, non tanto perché siamo amici almeno dal 1987, quanto perché con il suo cannone ha scattato professionalmente interi album per la gran parte dei miei dischi e libri, e lo ha fatto sempre accontentandosi solo di un credit, e della mia eterna promessa di sdebitarmi. Meglio tardi che mai, no?
 
 
Me l'avranno chiesto tra le 100 e le 120 volte, senza che nessuno mai quagliasse realmente questo big deal: il Santissimo di Jeffrey Lee Pierce. Per rappresaglia, l'ho fatto da solo per il Basement. art & street culture, con tanto di colori tribali, ammennicoli sciamanici e Delta Blues.
Il poster è andato lì e continuerà ad andare in ogni dove, mentre l'originalissimo di Mr. Gun Club se l'è aggiudicato prima di subito l'amico lungimirante Andrea Lisi.
 

No Irish, no blacks, no dogs: abbigliato come se fosse la festa di San Patrizio, il Santissimo dell'ultrasessantene John Lydon fu Rotten. Per l'amico Alberto Giannetti e su sua richiesta senza filtro riguardo alle ingiurie del tempo che tanto donano a chi generosamente giammai s'è risparmiato.

Colonna sonora: Public Image Limited, "Album", del 1985, che oggi - col senno di poi - finisce per essere tra le cose per cui lo amo di più.
 
 
Yet you're my favorite work of art: un Chet Baker ultima maniera, immerso nella notte. Rugoso, azzimato, papponescamente abbigliato e magnato dalla droga ma sempre charmant: un po' come potete vederlo nel documentario "Let's get lost" di Bruce Weber. Commissionato da un ottimo Pasquale Terracciano un bel po' di mesi fa, su mia promessa che entro la fine dell'anno avrei saldato il debito. Parola del poverello non va indietro, e oltretutto mi sono un bel po' sprofondato nelle canzoni jazz malinconico-romantiche del Maestro, particolarmente adatte a incrinare il mood natalizio con eleganza.
 

mercoledì 13 dicembre 2017

Zappit! 'Na tazzulella 'e cafè - Zappa live in Napoli 12/7/82

La finta copertina del finto bootleg del vero concerto di Frank Zappa al San Paolo di Napoli del 12/7/82, dove fece veramente una cover di Pino Daniele e mangiò veramente gli spaghetti come illustrato. Contributo lucciolesco per Zappit!, un volume appena edito da Muscles Edizioni Underground interamente dedicato al tour zappiano immortalato nella storia da Tamburini-Liberatore, che infatti sono presenti nel mezzo di uno staff di disegnatori del presente e del passato i cui nomi fanno ancora e sempre paura.

Grazie di cuore a Michele Mordente per l'invito: contattatelo immediatamente per aggiudicarvi una delle presto rare copie e scoprire quale viraggio di colore, tra i due che gli ho mandato e che qui eccezionalmente ambovimostro, ha veramente spedito nelle rotative.

Full cast: Alepop Agitkom, Prof. Bad Trip, Nicoz Balboa, Vittore Baroni, Rolando Cicatelli, Alberto Corradi, Massimo Giacon, Gianfranco Grieco, Tanino Liberatore, Gianluca Maconi, Giuseppe Palumbo, Sergio Ponchione, Calvin Schenkel, Stefano Tamburini, Stefano Zattera.



mercoledì 1 novembre 2017

Mariarosa

La piccola sbroccata timballa tutto come se non ci fosse un domani.

lunedì 30 ottobre 2017

Mai 'na gioia

È una Madonna grassa di un qualche pittore rinascimentale, il cui nome mi sfugge perché l'ho rimosso due secondi dopo avergliela rippata alla maniera punk. Il mio modo di interpretare un'idea di Agnese Ferruzzi, che quest'estate mi parlò di volerne fare una maglia benefit per i detenuti. Io ci sono stato e anche la maglia c'è, anzi è diventata pure felpa e canotta, in tanti colori e in tante diverse taglie, bontà di Romolo Otello Lontano e della gloriosa Screamprinting Serigrafia. Inutile dirvi che nella versione indossabile il pianto della Madonna - da non confondere con l'omonima laude di Jacopone Da Todi - è rosso pomodoro.

Manifestate la vostra solidarietà attiva contattando Agnese e agghindandovici.





venerdì 20 ottobre 2017

Gabriel

Qui sembra un po' Mastroianni ma è Gabriel Cacho Millet, "campaniano de corazón": il più grande studioso di Dino Campana che abbia mai vissuto, amico mio e di Rocco Lombardi, pilastro fondamentale senza il quale il nostro graphic novel sarebbe stato impossibile. L'ho ricordato per iscritto nel volume a lui dedicato che è stato presentato sabato 14 ottobre al Centro Studi Campaniani "Enrico Consolini" di Marradi, con il saluto del Sindaco e gli interventi del Presidente Mirna Gentilini e di Roberto Maini, già direttore della Biblioteca Marucelliana di Firenze. Nel volume di cui sopra è incluso anche il ritratto che vedete. Ringrazio infinitamente per l'invito, perché mi ha dato la possibilità di mettere qualcosa in mezzo al vuoto telefonico e alla mancanza, che - senza retorica - si sente forte e chiara.
 
P.S. Nelle foto della serata - riportate dalla pagina Facebook del Centro Studi Campaniani - Margarita Casal Dotti, la moglie di Gabriel, riceve copia della pubblicazione.