lunedì 8 ottobre 2018

Bastimento carico di Santissimi - quarta puntata: Pasolini, JLP 2, De André

"Pasolini è vivo e ti verrà a cercare!". (cit. Gli Ultimi)

Su richiesta di un'ottima Vittoria Cavallaro, amica e lettrice Lamette Comics della prima ora, il poeta che avevamo e che l'assetto democratico di questo paese ha fatto ammazzare. Il cinico Lucciola spesso lo legge e si commuove (alcuni suoi passaggi hanno questo potere), ma quello che va bene per l'Italia di oggi è un epigramma:

ALLA MIA NAZIONE

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

(Pier Paolo Pasolini, La religione del mio tempo, 1961)


The Blue Jeffrey: terzo Jeffrey Lee Pierce della Serie Santissima, per un misterioso committente del gentil sesso ubicato dall'altra parte del globo terracqueo. E con questa Mr. JLP si aggiudica il primo posto in classifica per quanto riguarda i più gettonati: ma la coda è lunga come la strada per l'Inferno, dunque rimanete nei paraggi dell'Altoforno di Efesto, anche se fa caldo.

"Bill Bailey, won't you come on home tonight?".


"Quello che non ho è di fregarti a carte"?

Il santissimo di De André se lo aggiudica Mirko Perrone per i buoni trentanove anni che ci conosciamo, e siccome né a me né a lui va di vederlo banalmente in rosso e nero, lo dipingo verde speranza.

Potrei redigere qui lunghi pipponi d'accompagnamento, ma bastano poche righe: De André riguarda la mia infanzia, lo ascoltavano i miei genitori e ricordo nitidamente di essere entrato con loro in un negozio di dischi e di esserne uscito con l'album noto come "l'indiano". Era fuori da pochissimo e rievocava il rapimento del bravo canzonettista e di Dori Ghezzi, avvenuto in Sardegna nel 1979, e strani e improbabili paralleli tra l'isola e il Far West.

È tuttora nel mio cuore.

Se poi De André fosse un poeta o meno, fatevelo dire da Marco QUI:

sabato 29 settembre 2018

Anarcopinball

Sbirri maiali, carceri, incendi, missili, dollari, guerre, odio, funghi della morte ed esplosioni nucleari, tutto in un flipper dove un potente inanellato lancia un'anarcopallina allo sbaraglio: un concept per niente cacacazzi da realizzare che ho disegnato per il Tilt Fest del Bencivenga Occupato, ispirandomi a un celebre pinball del 1990 di cui non sono mai stato wizard. La cosa bella però è che la programmazione della due giorni (venerdì 19 e sabato 20 ottobre) è tosta ed è veramente intransigente: non mancate, bastardi! Nel mazzo, Gioventù Bruciata live e faccio pure una mostrina.

P.S. Ringrazio Marco Crypta per le istruzioni e l'estrema pazienza, spero premiata.


domenica 10 giugno 2018

(n)INFOmaniac

Alla voce italiana di Wikipedia su "Nymphomaniac" di Lars Von Trier: "Il film è stato parodiato e la sua campagna promozionale basata sul sesso fatta oggetto di analisi dal progetto multimediale italo-tedesco Umberto Baccolo's (n)INFOmaniac (ad opera di un gruppo di artisti tra cui il fumettista Akab coordinati dal regista e sceneggiatore Umberto Baccolo), che tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014 è stato virale sul web, ottenendo una certa attenzione sulla stampa internazionale (Artribune, Il Corriere della Sera, Il Mitte) e venendo poi presentato fuori concorso al Berlin Porn Film Festival il 24 ottobre 2014".

Su invito di Umberto Baccolo, che ringrazio, mi aggiungo alla ciurma di Akab e vi faccio avere la sintesi sintesi del personaggio di Seligman, che è il mio preferito, e lo spoiler totale per chi si volesse risparmiare 5 ore di proiezione.

Questo e tanti altri omaggi di tanti altri autori italiani finiranno in un libro autoprodotto di prossima uscita dedicato a (n)INFOmaniac. Stay tuned for more rock'n'roll!

sabato 9 giugno 2018

Bastimento carico di Santissimi - terza puntata: Ciampi, Gainsbourg, Weller, JLP

Ciampi, il livornese.
Da una foto ormai rara scattata per gli interni di uno dei suoi rari dischi, fornita da un ottimo Marco MetalFabbro che è anche il committente di questa illustrazione. L'idea era quella di realizzare un fondo del colore del mare profondo di notte: quella combinazione indefinibile tra blu, verde e nero che ho visto per tutta la vita immergendomi nel Mar Tirreno e che ovviamente riprodurre ad acrilici è un casino e tradurre con lo scanner un casino due volte. Dei milioni di bellissimi versi dell'unico poeta-cantante italiano che abbiamo mai avuto, mentre disegnavo mi venivano in mente questi:

"Prima un bacio, poi un altro,
ogni sera un addio,
lei gli porgeva il cestino
e sorrideva al destino.

Io non ho lasciato il mio cuore
a San Francisco.
Io ho lasciato il mio cuore
sul porto di Livorno.
Le luci si accendevano sul mare,
era un giorno strano,
mi rifiutai di credere che fossero lampare".

Ma voi penserete solo e soltanto al vino.


"Ho molto amato Gainsbourg, ma avevo paura di Gainsbarre": così Jane Birkin sul povero Serge, rovinato dalla fica e dal talento (il suo), che beveva lungamente e fumava un numero inquantificabile di Gitanes al giorno. Lo ritraggo quivi in tutto il suo splendore di chansonnier tra i massimi del secolo ventesimo, per la collezione privata dell'amico Marco De Annuntiis (chansonnier a sua volta, ascoltatevi QUI il suo disco "Jukebox all'Idroscalo"). Le Gitanes non sono d'epoca perché sono quelle di Marco, che io prima ho fumato e poi colorato a Pantone.


Originalissimi lucciola per true originals del punk italico: altra tacca sulla carlinga, e stravolentieri tiro fuori questo Paul Weller dei The Jam/The Style Council, sprotocollando verso l'ambito mod per la mia amica Roberta Pagnini, dal cui bed and breakfast "Stay free" è passato e passa ogni weekend per Roma tutto il punk-rock nazionale e internazionale - in ogni sottogenere - che viene suonato e ascoltato in città, sotto forma di persone fisiche di ogni sesso, lingua e stazza. Dopo questa dritta da un milione di dollari, Grazie di cuore a Roberta perché dopo anni mi ha portato a riascoltare "In the city" a loop per tre ore e m'è piaciuto, e anche perché ogni tanto ascolta stoicamente le mie paranoie, missione umanitaria non dovuta e fortemente santa...


Come down to the willow garden, con un secondo Jeffrey Lee Pierce su commissione della mia amica e squisita ospite Silvia Santa Pazienza, quindi pronto a partire per la Teramo punk'n'roll. 
Ultimamente sto cazzeggiando con un tubo di acrilico verde acqua, che però secondo me qui rende bene la torrida atmosfera californiana, unita a un che di mistico e trascendente (e richiama involontariamente, mi ha fatto notare l'altra amica Elisa, lo sfondo della copertina di "Miami"). Stay tuned for more Santissimi!

lunedì 12 marzo 2018

Scherza coi fanti

Dal 22 gennaio, e per una settimana, ho disegnato un Santo martire/sofferente/stortignaccolo, miracolante/mistico/eremita al giorno per il calendario illustrato di Napoli MONiTOR, e ringrazio di cuore Diego Miedo per l'invito e per la pazienza. In ordine di festeggiamento crescente, il pluri-massacrato San Vincenzo di Saragozza, che incurante della frusta e della brace voleva soffrire sempre di più:



23 gennaio, la coraggiosa lapidata Sant'Emerenziana, seguace di Sant'Agnese e patrona del mal di panza. Gesù aveva detto "Chi è senza peccato scagli la prima pietra", ma ci voleva d'accompagno un disclaimer: do not try this at home, specialmente a quei tempi in cui lo sciovinismo era di casa in ogni famiglia. Secondo il martirologio, però, Emerenziana trovò poi comunque il tempo di battezzare col sangue i suoi assassini, ispirando le future gesta di GG Allin.


24 gennaio: il mucrosordo ma dotto San Francesco di Sales, alla cui incoercibile scelta di NON fare l'avvocato si deve il religioso ordine dei salesiani.


«Saulo, perchè mi perseguiti?».

Con queste parole il Signore fulminò San Paolo - il santo del 25 gennaio - rendendolo temporaneamente cecato e facendogli capire che o si convertiva o erano cazzi Fernet, e lo avrebbe trovato fin dentro il lettuccio o sulla via di Damasco.


26 gennaio, due al prezzo di uno: Timoteo e Tito, discepoli di San Paolo di cui si parlava poc'anzi.
 Accertato che erano due birichini, era lecito averli nella paranza della Santa Chiesa?


27 gennaio: la vergine di ferro Sant'Angela Merici, che non esitò a carusarsi e sfigurarsi il volto affinché i peccatori non la classificassero giammai come papabile.


Dulcis in fundo, 28 gennaio: il dotto ciociaro San Tommaso d'Aquino, frate domenicano di grande mole e spessore, doctor angelicus che se non sapevate la lezione vi staccava 'na mano.

Il calendario, naturalmente, continua giorno per giorno per tutto l'anno in corso con nuovi, mirabolanti e assortiti autori. Avanti Savoja!

sabato 3 marzo 2018

Johnny Rotten/Maurizio Gamba

Si lavora lentamente, ma inesorabilmente, perché tutti i punk settantasette operativi originariamente sul suolo italico abbiano un originalissimo Lucciola.

Nella foto numero due, il mio amico Maurizio Gamba (Ulster '77, Nightseekers) con un Johnny Rotten bevente Stout sfornato per il suo sessantesimo genetliaco.
Nella foto numero tre, il nostro ha prontamente incorniciato tra biglietti di concerti dei Sex Pistols e foto autografate dal vero Lydon, il che è la nostra soddisfazione e il nostro miglior premio. Now I got a reason.



giovedì 1 marzo 2018

Another steamboat full of rockers

"She asked me why the singer's name was Alice
I said listen baby you really wouldn't understand".

Il capolavoro assoluto e indiscutibile di Alice Cooper, "Killer", ha una copertina di un rosso così che contiene il primo di una serie interminabile di crotali e serpenti destinati ad apparire sui suoi dischi e a sibilare sistematicamente in carne e ossa - portati a spasso a mo' di collana - nei con...certi live. Più o meno dello stesso periodo (primissimi 70's) è lo scatto utilizzato per questo Santissimo, che va finalmente a Myrko Iovino, non tanto perché siamo amici almeno dal 1987, quanto perché con il suo cannone ha scattato professionalmente interi album per la gran parte dei miei dischi e libri, e lo ha fatto sempre accontentandosi solo di un credit, e della mia eterna promessa di sdebitarmi. Meglio tardi che mai, no?
 
 
Me l'avranno chiesto tra le 100 e le 120 volte, senza che nessuno mai quagliasse realmente questo big deal: il Santissimo di Jeffrey Lee Pierce. Per rappresaglia, l'ho fatto da solo per il Basement. art & street culture, con tanto di colori tribali, ammennicoli sciamanici e Delta Blues.
Il poster è andato lì e continuerà ad andare in ogni dove, mentre l'originalissimo di Mr. Gun Club se l'è aggiudicato prima di subito l'amico lungimirante Andrea Lisi.
 

No Irish, no blacks, no dogs: abbigliato come se fosse la festa di San Patrizio, il Santissimo dell'ultrasessantene John Lydon fu Rotten. Per l'amico Alberto Giannetti e su sua richiesta senza filtro riguardo alle ingiurie del tempo che tanto donano a chi generosamente giammai s'è risparmiato.

Colonna sonora: Public Image Limited, "Album", del 1985, che oggi - col senno di poi - finisce per essere tra le cose per cui lo amo di più.
 
 
Yet you're my favorite work of art: un Chet Baker ultima maniera, immerso nella notte. Rugoso, azzimato, papponescamente abbigliato e magnato dalla droga ma sempre charmant: un po' come potete vederlo nel documentario "Let's get lost" di Bruce Weber. Commissionato da un ottimo Pasquale Terracciano un bel po' di mesi fa, su mia promessa che entro la fine dell'anno avrei saldato il debito. Parola del poverello non va indietro, e oltretutto mi sono un bel po' sprofondato nelle canzoni jazz malinconico-romantiche del Maestro, particolarmente adatte a incrinare il mood natalizio con eleganza.